
Una volta, tanto tempo fa, in cielo non c'era ancora il sole, c'erano solo la luna e le stelle. Sulla terra non c'erano ancora gli uomini, ma solo uccelli e bestie, che però erano assai più grandi di adesso.
A quel tempo lo struzzo, lo emu e la gru erano grandi nemici. Un giorno essi si scontrarono in una terribile battaglia. Essi lottarono a lungo, finché l'emu mise in fuga la gru. Presa dalla collera, la gru afferrò un uovo dei suoi e lo lanciò con tutte le sue forze contro il cielo. Il grosso uovo cadde in cielo su un gran mucchio di legna. Il giallo dell'uovo si sparse, e il mucchio cominciò a bruciare con una fiamma chiarissima.Sulla terra c'era tanta luce come se fossero spuntate dieci lune tutte insieme. Gli uccelli e gli animali erano sbalorditi: essi erano abituati a vivere in un'oscurità perpetua, non avevano mai visto tanta luce.
Quando lo spirito del cielo vide com'era chiara e bella la terra, pensò che sarebbe stata una bella cosa poter accendere ogni giorno un fuoco come quello.Chiamò i suoi aiutanti e ordinò loro di raccogliere di nuovo un gran mucchio di legna, e quando era grosso abbastanza di accenderlo. La legna cominciò a bruciare e spuntò il mattino. Il fuoco raggiunse il massimo, e sulla terra era mezzogiorno. Il fuoco si andava spegnendo, e sulla terra calava la sera.
E da quel giorno gli spiriti del cielo hanno sempre fatto così. Ogni notte essi fanno un mucchio di legna, ogni mattina l'accendono. E per avvertire la terra che il mucchio è grosso abbastanza, e presto verrà acceso, ogni mattina essi mandano fuori come segnale una stella grande e luminosa, la stella del mattino.Questa stella, però, possono vederla soltanto coloro che sono già svegli. Chi dorme non la vede.
I buoni spiriti decisero perciò di mandare ogni mattina sulla terra anche un secondo araldo del sole. Per un bel pezzo, però, essi non riuscivano a mettersi d'accordo sull'essere cui affidare un incarico tanto importante. Una sera udirono un gallo cantare. «Ecco il nostro araldo!» essi esclamarono.E da quel giorno il gallo avverte col suo canto ogni mattina che gli spiriti del cielo stanno per accendere il sole.

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